Essere una Romana in Germania ovvero la Matematica delle Sensazioni/To Be A Roman In Germany Or The Math Of The Sensations

“Non tutto ciò
che può essere contato conta
e non tutto ciò che conta
può essere contato”

(Albert Einstein)

Quando ho iniziato a pensare a questo articolo e a cosa sarebbe stato interessante scrivere, mi sono venute in mente 1000 idee, altrettante storie, ancor più aneddoti. Però non trovavo il modo di metterli nero su bianco. Non ve lo nascondo, ho scritto e cancellato più di 7 volte – sì, le ho contate – e poi ho capito che la scelta migliore sarebbe stata la solita, quella che mi riesce meglio. Mettere in mezzo le emozioni. Eh si, perché io sono più brava con le sensazioni che con i fatti, forse a causa del mio lavoro che mi porta a raccontare storie partendo da ciò che si sente più che da ciò che accade.. o più probabilmente a causa del fatto che la concretezza e il senso del reale sono due fattori piuttosto discutibili, per me. Boh.

Comunque, eccomi qui a raccontarvi di cosa significhi essere una romana in Germania, o più precisamente di quali sensazioni si provino ad esserlo, almeno per me. Siete pronti?

Ah, lo farò numerandole da 1 a 7 – e questo apprezzatelo, di grazia, da una che non sa fare 2 più 2 e odia la matematica quanto le zanzare, l’ho fatto solo per voi.
7 Sensazioni. Dispari. Poi un giorno vi spiegherò anche la mia fissazione per i numeri dispari, e il mio odio per quelli pari, ma non ora che altrimenti perdo il filo. Dunque, partiamo.

  • Sensazione numero 1: Cosa diavolo stanno dicendo!? Anche detta “Confusione

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Sì perché siamo onesti, il tedesco è davvero un gran casino! A parte il fatto che passi circa 13 anni a studiare l’inglese per poi ritrovarti a vivere in una terra dove devi imparare da capo un’altra lingua, che sì ha qualche termine vicino al british style, ma.. ma non si capisce nulla!!Dunque tu sei qui, con tutta questa gente che ti sorride gentile e ti parla, ti parla, e la televisione che va avanti per ore, e insegne e giornali che ti ostini a comprare tutti i giorni, e libri.. e in tutta questa quotidianità ci sei appunto tu, che nella testa continui a chiederti cosa diavolo avessi mai fumato il giorno in cui hai deciso di trasferirti in Germania. E’ tutt’altro che consolante il fatto che la risposta sia “nulla”, l’hai scelto in piena lucidità. La confusione che ne deriva è davvero la prima forte sensazione che ti avvolge; ora, io vorrei anche dirvi che passa presto, davvero vorrei dirvelo. Ma sono un’attrice, non una bugiarda (e checché se ne dica, c’è una grossa differenza!)

  • Sensazione numero 2: Ma ce le hanno le stagioni qui? Anche detta “(Leggera) Disperazione”

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Se c’è una cosa che non si discute a Roma, e non solo, è il fatto che l’estate a un certo punto arriva. Non sempre con lo stesso entusiasmo, non sempre senza nemmeno una piccola nuvola. Ma arriva. Ecco, qui in Baviera si usa dire “Quest’anno l’estate è arrivata di Martedì (ho preso un giorno a caso)”, nel senso che magari durerà solo quel Martedì. E’ ovvio che è un’esagerazione, ma in generale qui il tempo è molto variabile, può cambiare perfino nel giro di un’ora o 2. Una delle prime cose che ho chiesto ai tedeschi che ho conosciuto è se loro fanno il cambio di stagione! Io qui non lo faccio, perché anche d’estate ti capita di uscire un giorno con i pantaloncini e quello dopo con la sciarpa! La sciarpa!

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Quindi, se siete meteoropatici o se comunque il vostro umore cambia a seconda del colore del cielo o della consistenza delle nuvole.. lasciate perdere! Io mi sono detta una cosa, dopo un po’ che ero qui: non c’è lo stesso tempo di Roma perché non è Roma. Punto. Avrò sempre un po’ di nostalgia per quel tempo più mite, quegli inverni molto meno duri e quelle estati afose ma vere, e non credo potrà piacermi mai il cielo grigio che qui può durare settimane.. però che regalo che mi fa il sole, quando d’improvviso si specchia sul mio lago bavarese e mi ricorda l’aria di casa, che io davo per scontata. Figuriamoci, prima il caldo perenne mi dava pure fastidio!

  • Sensazione numero 3: Siamo sicuri che siano fatti di carne e sangue come noi? Anche detta “Diffidenza
    Da quando sono qui, ho sentito suonare il clacson 4 volte, ho visto persone litigare per la strada 0 volte, ho notato macchine in doppia fila 1 volta, ho sentito ringraziare e chiedere “per favore” un numero incalcolabile di volte – numero che quindi non so scrivere, tur mir leid (mi spiace). Venendo da Roma, e quindi affetta da frastuono congenito, mi sono chiesta se fossero marziani, o se tutta la città mi stesse facendo uno scherzo. Invece no. Ai tedeschi piace la sobrietà, il senso dell’ordine e l’educazione: però non scambiate questo per noia, sarebbe un errore. I bavaresi amano divertirsi e sono anche festaioli, a modo loro, solo che non sopportano gli schiamazzi inutili, la volgarità gratuita, gli eccessi in genere. La prima volta che sono salita su un treno ho visto stampate sul vetro due immagini: il divieto di fumare e quello di parlare al cellulare. Sono rimasta di sasso, ma come, non si può parlare al cellulare?! Però poi durante il viaggio ho ringraziato di non sentire gente che urla i fatti suoi nel tuo orecchio mentre tu cerchi di leggere qualcosa, o di prendere sonno. In ogni caso vi assicuro che la diffidenza passa in fretta – stavolta si – e alla fine ti abitui al loro senso del decoro. Certo, ci sono anche delle eccezioni, e certo, noi rimarremo sempre più simpatici, ma è rilassante uscire di casa senza dover pensare di litigare con 17 persone diverse.

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  • Sensazione numero 4: Ma certo, d’accordo. Allora inizio domani! Vielen Danke! Anche detta “Soddisfazione
    E qui parliamo del lavoro. Non racconto un’esperienza personale, ma una comune a tanti stranieri che ho conosciuto in Baviera. Trovare un lavoro qui è piuttosto facile: ovviamente parlo di lavori fattibili per immigrati arrivati da poco e che non parlano la lingua, ma non crediate che siano lavori umilianti. Anzi. Gelaterie, ristoranti, alberghi sono sempre alla ricerca di personale (se italiano tanto meglio!), sia per lavori stagionali sia per lavori di più lunga data. Vi verrà fatto un vero e proprio contratto perché qui il lavoro in nero è praticamente impossibile, vi verrà fornita l’assicurazione sanitaria, e via via che imparate la lingua c’è anche la possibilità di “far carriera”: insomma, il lavoro c’è, a volerlo, ed è pagato abbastanza bene, poi dipende sempre dal tipo di mestiere che fate, e certo per alcuni posti sono previste tante ore di lavoro, però se davvero uno ha voglia di lavorare questo è il posto giusto! Nei lavori stagionali, che possono durare dai 5 ai 10 mesi, quasi sempre offrono anche vitto e alloggio, cosa che permette di risparmiare molto e credo che con tutti i problemi che ci sono in Italia ora, questa soluzione sembra quasi un miraggio.

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Se poi si tratta di realtà gestite da tedeschi allora si può stare ancor più tranquilli, le ore di lavoro sono inferiori e la paga è migliore.. e per la lingua sono pazienti (anche se dipende sempre dal tipo di lavoro che si va a fare, ovviamente). Tutti gli immigrati che ho conosciuto, italiani e non, si sono detti soddisfatti da questo punto di vista, sia per la facilità con cui si trova o si può cambiare posto di lavoro, sia per il fatto che tutto è veloce e “legale”: dove abito io nessuno “sta a spasso” (perdonate il modo di dire romano), e se è vero che il lavoro nobilita l’uomo, qui si sentono tutti “signori”, a prescindere dal denaro che guadagnano.

  • Sensazione numero 5: Ma hanno il fuso orario? Anche detta “Sconcerto
    Una delle cose che da romana ho trovato così tanto diversa dal nostro stile di vita è la concezione del tempo. I tedeschi mangiano, dormono, lavorano in orari completamente diversi dai nostri, e non stiamo dall’altra parte del mondo.
    Sì, francamente ancora mi sconcerta vedere un bambino o una signora di mezza età cenare con Wurst, Kartoffeln e crauti alle 17.30, o incontrare gruppi di ragazzi che vanno ad una festa alle 19.00 (in punto, ovviamente). Molti negozi – ferramenta, profumerie, forni – possono arrivare a chiudere anche tra le 18.00 e le 18.30, quando a Roma, per me, è praticamente pieno pomeriggio, ma poi ti trovi banche aperte ogni giorno fino alle 17.00 e tutta la mattina del Sabato! Ed è una cosa che sai anche prima di arrivare, questa, perché è così in molti paesi nordici o dell’Est Europa, ma vivere con questi ritmi non è sempre facile. Voglio dire, ma chi di voi riuscirebbe a mangiare una coppa di gelato alle 15.00 di un Dicembre freddo siberiano? E gustarsela, anche?! Alcuni miei amici dicono che poi ci si fa l’abitudine, ma io sono qui già da un po’, e a questo punto credo di essere un tantino recidiva.

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  • Sensazione numero 6: Davvero non funziona così?! Anche detta “Sollievo
    Molto probabilmente non varrà per ogni singolo metro quadro della Germania, ma in generale qui vige un forte senso civico e civile, che ahimè all’inizio mi ha così tanto sollevato lo spirito e costretto ad ammettere che non ero abituata a tutto ciò. Nessuno vuole “fregarti” a tutti i costi, non si salta la fila, non esiste la regola del “non te preoccupà, c’ho le conoscenze giuste..”, non si getta nulla a terra e non vedrete nessuno che si diverte a distruggere a caso mezzi pubblici e non. Si divertono in altri modi, loro. E non parlo solo dei piccoli centri, ma anche di Monaco, ad esempio.

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Certo che anche qui esiste la delinquenza, ma in generale io ho sentito fin da subito un senso di sicurezza, non so spiegarlo, maggiore che nella mia città, come se mi fosse permesso di essere un pochino meno vigile di quanto non lo sia quando sto a casa. Lo so che non è bello, ma è un dato che devo registrare. L’idea di non dover stare attenta a qualsiasi cosa, o quella di riuscire in un particolare ambito per merito e null’altro, mi coglie ancora oggi di sorpresa, e mi regala lo stesso sollievo di un’anestesia dopo giorni di mal di denti. Impagabile.

  • Sensazione numero 7: Davvero per loro ha un senso? Anche detta “Meraviglia”.


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Questa dovevo per forza metterla. E sì che l’ho scritta come ultima sensazione, ma in realtà è la prima e la più sentita, per me. Sto parlando della meraviglia che ho provato quando ho capito che qui l’arte ha un senso, che per i tedeschi gli artisti non sono solo i pazzi dai capelli colorati, ma anche dei professionisti più o meno riconosciuti. Quando dico che faccio l’attrice in teatro nessuno mi risponde “Si, ma che lavoro fai?”, perché qui, semplicemente, recitare su un palco è considerato un mestiere, se fatto in un certo modo, con serietà e rigore e amore. Tutta l’arte in genere è considerata un bisogno dell’uomo ed è quindi un valore aggiunto che loro apprezzano e non deridono. Sia a Monaco che nei centri più piccoli troverete tante gallerie d’arte, più o meno importanti, diversi teatri, festival di ogni tipo, concerti classici e non, bande musicali organizzatissime, musei ed eventi culturali di ottima qualità. La gente va a teatro e alle mostre come se fosse la cosa più normale del mondo, e c’è un clima di apertura culturale che non ti aspetti e che da subito ami.
IMG_7159Per la strada, a Monaco, si incontra l’arte praticamente ovunque e in diverse forme, e tutti sono sensibili al fascino che esercita.
Roma, che di certo da questo punto di vista non avrebbe nulla da invidiare a nessuno, sarebbe un vero paradiso se ci fosse la stessa attenzione e lo stesso riconoscimento nei confronti delle bellezze che l’arte può produrre.

Meraviglia, quindi, anche per la scoperta che Monaco non è grigia come ci hanno fatto credere per anni proponendoci 25 stagioni e 281 episodi de “L’ispettore Derrick”. Anzi. E’ un insieme di colori magnifici e tutti vivi!

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Ecco, io spero che il primo “viaggio sensoriale” fatto insieme sia stato di vostro gradimento. Però ora ho un favore da chiedere: non so se avete notato la quantità di numeri che ho scritto, e che credo di aver piazzato anche abbastanza coerentemente col resto.

Visto che ne sono piuttosto fiera, perché penso di non aver mai scritto così tanti numeri nella mia vita, sarebbe troppo chiedervi di apprezzarlo e farmi i complimenti per questo?
Danke!

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“Not everything that counts can be counted,
and not everything that can be counted counts.”

(Albert Einstein)

When I started thinking about this post and what would have been interesting to write, one thousand ideas came in my mind, as many ideas and even many more anecdotes.

I could not find a way to write them down though.

I cannot hide it from you, I wrote and erased more than seven times – yes, I counted them – then I realized that the better choice would have been the usual one, that one I get better along with. Putting emotions within. Yes, because I’m better with feelings than facts, maybe because of my job that takes me to tell stories starting from what you feel, more than what happens, or maybe because pragmatism and reality are two factors that are debatable to me.

Anyway I’m here to tell you what being a Roman in Germany means, or better, which emotions you can feel by being one, for me at least.

Are you ready?

I’m gonna do it numbering them from 1 to 7 – appreciate it, I cannot do 2 plus 2, I hate math as much as I hate mosquitoes, I’m doing it just for you.

Seven feelings. Odd number. Maybe one day I’ll tell you my obsession with odd numbers and my hate for even numbers, but not now or I’m gonna lose the thread.

So, go.

Sensation one: What the hell are they saying!? (AKA Confusion)

Let’s be honest: German is a mess! Aside the fact you spent 13 years studying English to end up living in a country where you have to learn another language from the start which has some words similar to English but… You cannot understand a thing! So here you are, with all this people smiling at you gently, speaking to you again and again, the TV that goes on for hours, and signs, and newspapers you buy everyday, and books… and in this everyday life there you are, keeping asking yourself what the hell you were thinking the day you decided to move to Germany. And it’s not “nothing”, you decided it clearly. Confusion is the first sensation you feel. I’d like to tell you this sensation ends soon, I really would. But I’m an actress, not a liar (and say what you want, it makes a big difference).

Sensation two: Do they have seasons here? (AKA Slight desperation)

If there’s something you cannot debate in Rome it’s the fact that sooner or later summer comes: not always with the same enthusiasm. Not always without even a small cloud. But it comes.

Here in Bavaria they are used to saying “this year summer has come on Tuesday (random day): that means that maybe it will last only THAT Tuesday. Obviously it is a caricature, but generally weather here is very changeable, even within one hour or two. One of the first things I asked German people I met is if they change their winter wardrobe with their summer one. I don’t do that here because even if it’s summer you can go out wearing hot pants one day and wearing a scarf the next day. A scarf!

So, if you are metheoropatic or if your mood changes after the color of the sky and the compactness of the clouds, give up. After a short time I was there I told myself: there is not the same weather of Rome because this is not Rome. That’s all. I’ll always miss a little the mild weather, the less hard winters, the smuggy but true summers and I don’t think I will be ever able to like that grey sky that can go on for weeks here, but when suddenly the sun comes out and it reflects in my Bavarian lake it is a gift for me and it reminds me the atmosphere oh my house, that I took for granted. I even couldn’t stand the hot weather before!

Sensation three: Are we sure they are made of flesh and blood like us? (AKA Mistrust)

Since I’ve been here I heard horns four times, saw people fighting in the streets zero times, noticed double parked cars one time, heard thanking and saying “please” an uncountable number of times – a number I don’t know how to write – tur mir leid (I’m sorry).

Coming from Rome, and being affected by congenital din, I asked myself if they are martians or if the whole city is kidding me. No. Germans like moderation, order, manners but don’t you think this is boredom, you’d be mistake. Bavarian people like having fun and they are party people their way, but they can’t stand loud voices, vulgarity, overreactions. The first time I got on a train I saw two warnings on a window: no smoking and no talking on cell phones. What? Why can’t I speak on the phone? Anyway, during the trip I felt good about not listening to people screaming their stories in my ear while you’re trying to read or sleep. So I can assure that mistrust gets away soon and in the end you get used to their sense of decency. Yes, there are exceptions and yes, we are nicer, but going out without thinking you are going to fight with 17 different people is very relaxing.

Sensation four: Ok, deal. I’m starting tomorrow! Vielen Danke! (AKA Satisfaction).

Let’s talk about working. I’m not gonna tell a personal experience but an experience common for a lot of foreigners I met in Bavaria. Finding a job here is easy: I’m obviously talking about jobs that any immigrant who came here in a short time and who cannot speak German can do, and don’t think they are humiliating jobs. On the contrary. Ice cream shops, restaurants, hotels are always looking for workers (better if they are Italian) for season jobs and for long term jobs. You’ll get a real contract because illegal jobs don’t exist here, you’ll get a health insurance and when you learn the language you can get a real career. So, there are jobs here, if you want, and they are well paid, anyway it depends on the job you do and a lot of jobs need many hours, but if you wanna work this is the right place! Season jobs can last from 5 to 10 months and they often give room and board. This let you save a lot of money and I think this is some kind of mirage if you think about problems in Italy.

If it’s something German you can even be safer, you have to work less hours and the pay is better… and what about language? Well, they are more patient (it depends on the job you’re gonna do). Every immigrant I met, Italian and not Italian, says he’s satisfied about that, both for the ease you can find or change a job and for the fact that here everything is quick and legal. If it’s true that working makes the man noble, everyone here feels like he’s a lord, no matter how much money he makes.

Sensation five: Do they have time zone? (AKA Upset)

One of the things that I found so different from our way of living, as a Roman, is their concept of time. German people eat, sleep, work in times of the day completely different from ours, and we are not on the other side of the world.

I’m still upset when I see a kid or an adult woman having dinner with Wurst, Kartoffeln and sauerkraut at 5.30 p.m. or when I meet a group of teenagers going to a party at 7.00 p.m. (o’ clock, obviously). A lot of shops, hardware stores, perfume shops, bakeries, can close between 6.00 and 6.30 p.m. when in Rome it’s the beginning of the afternoon, but you can find banks that are open every day until 5.00 p.m. and Saturday morning! This is something you know long before you came because it’s normal in many north and east Europe countries. Anyway it’s not an easy living with those paces. I mean, who could eat an ice cream cup at 3.00 p.m. during a Siberian winter? And even enjoy it?! Some friends of mine say that you’ll get used to it, but I’ve been being here for a few months now, and now I think I’m a little bit recidivist.

Sensation six: Doesn’t it work this way? (AKA Relief)

Maybe it is not valid for every square foot of Germany, but generally there’s a strong community and civic sense here that really comforted my soul in the beginning and forced me to admit that I wasn’t used to it. No one wants to take advantage on you, you do not skip the lines, there’s not the rule of “never mind, I know someone…”, they do not throw litter where they’re not supposed to, there are no acts of vandalism. They have fun in other ways. I’m not talking about small towns, but about Munich too, for instance.

Of course there are crimes here too, but I felt immediately a sense of security, I don’t know how to explain it, bigger than in my city, as if I’m left to be a little less aware than I am when I am home. It’s not a good thing but it’s a matter of fact. The idea of not being aware of anything or of getting something because you deserved it still surprises me and gives me the same relief of an anesthetic after days of toothache. Priceless.

Sensation seven: Does it really make sense for them? (AKA Wonder)

I really had to tell this. And I wrote it as the last one but it’s actually the first and the one I felt the most. I’m talking about the astonishment I felt when I realized that art here makes sense, that Germans do not think artists are not crazy people with colorful hair, but they are acknowledged professionals. When I say I’m a theater actress no one asks me “ok, what’s your actual job?” because acting on a stage here is a real job if you do it with accuracy, precision and love. All the art is generally considered as a need of man and so it’s considered as a worth that they appreciate and don’t mock. Both in Munich and in smaller villages you can find art galleries, theaters, festivals of any kind, concerts, orchestras, museums and high quality cultural events. People go to theaters and exhibitions like it’s the most normal thing in the world and there’s an atmosphere of culture readiness you do not expect and that you love immediately. Walking in the streets of Munich you can meet art everywhere and in different shapes and everyone is attracted to its fascination.

Rome wouldn’t have anything to envy anyone, it would be a real paradise if there was the same care and the same acknowledgement to the beauties art can make.

So, wonder for discovering Munich is not as grey as they made us believe for 25 years giving us 25 seasons and 281 episodes of “Inspector Derrick”. On the contrary, it’s a combination of magnificent and alive colors!

5 pensieri riguardo “Essere una Romana in Germania ovvero la Matematica delle Sensazioni/To Be A Roman In Germany Or The Math Of The Sensations

    1. Grazie Massimo, è stata una bella sorpresa anche per me (!)
      Avrei potuto continuare a scrivere sensazioni per giorni, ma poi non ero sicura della consequenzialità dei numeri (!!!)
      Scherzi a parte, sono felice ti sia piaciuto l’articolo,
      un bacio!

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  1. Cara una romana in Germania, per anni ho vissuto a Francoforte e ti ringrazio per avermi fatto riassaporare le emozioni e sensazioni di quei luoghi del passato e di averlo fatto con la splendida ironia di una Romana! Ti faccio i complimenti per i numeri soprattutto perché sei una che non è capace di fare due più due..mi hai fatto venire voglia di tornare a respirare l’ Arte cosi amata lì, per poco però.. Non potrei fare a meno del mio sole e di Roma perché..Vuoi o non vuoi…Roma è sempre Roma e ti aspetta…sempre…

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  2. Grazie mille cara Debora per aver letto l’articolo e per il tuo commento appassionato.. le persone innamorate dell’arte si riconoscono da lontano!!
    Hai ragione, Roma è sempre Roma.. però ricorda che anche la Baviera ti aspetta (almeno per un po’).. quando vuoi! Verrai?
    Baci,
    Sabrina

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