Passeggiando per i tetti di Bamberg, la “Città rosa”/Walking on the walls of Bamberg, the pink city.

“Io non dirigo la mia vita.
Io non la progetto.
Io non prendo mai decisioni.
Le cose succedono sempre
e lo fanno per me.
Questa è la vita”.
(B. Skinner)

I did not direct my life.
I didn’t design it.
I never made decisions.
Things always came up
and made them for me.
That’s what life is.
(B. Skinner)

Ho fatto una scoperta. E’ stato un caso, a dir la verità, ma l’ho fatta, e devo dire che mi ha pure lasciata stupita.
In realtà tutta quella giornata è stata frutto di una casualità che oserei definire quasi allarmante. Vi spiego, altrimenti non mi faccio capire e allora a che serve questo post!

Dunque, qualche tempo fa ero lì che navigavo su questo assurdo pianeta che è Internet quando a un certo punto mi ricordo di un blog che seguo e che mi piace molto. Approdo dritta dritta sulla home e ci trovo un articolo che mi cattura fin dal titolo. Il blog si chiama Intanto in Tedeschia e l’articolo della bella Lara è proprio su Bamberg, dove lei “ha lasciato il cuore”.
Appena finito di leggere, ho pensato che un giorno avrei voluto andarci, capirai io sono una che gira come una trottola esaurita, ma poi il tempo è passato e la cosa è morta lì.

Invece, in agguato, ecco la prima casualità: qualche settimana dopo io e Christian veniamo invitati proprio a Bamberg! Non sono così rimbambita, quindi ho subito pensato “Ma dai, proprio lì, nella città di Lara! (Che non è la città di Lara, ovviamente, ma nella mia testa io ormai la associo a lei.. che vi devo dire, funziono un po’ a modo mio, purtroppo.)”. Già solo per questo ero contenta di andare, mi aspettavo di vedere quello che avevo letto e di scorgervi qualche dettaglio in più.
E infatti quando siamo arrivati ne sono stata colpita.

I made a discovery. It was just a coincidence, to be honest, but it amazed me nonetheless. A coincidence, I was saying. So, let me explain to you why, that way this post can make a little bit of sense.
Ok, I was browsing through this crazy planet we call Internet, when I suddenly thought about this blog I’ve been following and loving so much.
As I felt the need to check it out,  – it’s called “Intanto in Tedeschia” which I translated “meanwhile on the German side of the pond” – I was instantly captured by a new article on its homepage that beautiful Lara wrote about Bamberg, a city that stole her heart.
Me, and the inexhaustible spinning top that I am, I thought “I’m going to visit asap” as I got done reading, but you know how life goes, you make plans, you undo them, you move on. Well, not this time. A few weeks later in fact, here comes the first coincidence: Christian and I get invited guess where? Yep, Bamberg!

Thankfully my memory still serves me right, and I couldn’t help but think about Lara’s city ( which it’s not Lara’s city, obviously, but in my head, I like to associate the two beauties together because, well, that’s just how I roll. I guess. ). I was so happy, I couldn’t wait to go and see for myself, what Lara has been raving about.

Boy, was I not disappointed.

Bamberg è una deliziosa città bavarese, a Nord di Monaco, di settantamila abitanti circa, con un centro molto affascinante e una storia da raccontare.
E’ una città molto antica, in realtà, che però conserva un sapore medioevale, lo si capisce subito, e pare fosse abitata da un sacco di streghe, visto il passato non proprio glorioso che l’ha vista scenario di diversi processi durante il XVII secolo.
Oggi è una città universitaria e quindi piena di giovani, di posti carini e alla moda, di posti antichi e dal fascino retrò. Praticamente la adoro!

Bamberg is a delightful ancient and medieval Bavarian city located north of Munich. It counts approximately 70.000 habitants and the downtown area is oh so charming. Definitely a city with a story to tell.
Rumor has it, it was occupied by witches and I don’t have a hard time believing it, considering the not so glorious, darkest period in the history of Europe in which witch trials – that took part in the XVII century, – was one of the largest ones of all times. Today Bamberg is a university town, it’s full of life, youth, happening places and trendy hangouts but with a retro twist. I’m in love with it!

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Ora, potrei star qui a raccontarvi tutta la storia di Bamberg, che da malata quale sono ho studiato ben bene in macchina quella mattina prima di arrivare. Ma ho deciso che voglio raccontarvela dalla stessa angolazione da cui l’ho vista io, quel giorno, che non è proprio quella dritta e bidimensionale da guida turistica, insomma, bensì una prospettiva un tantino più “elevata”, per dirla con un termine sbagliato.
Perché io, a Bamberg, ho passeggiato sui tetti. Ecco, si, ve lo confesso. I tetti di Bamberg sono una meraviglia infinita. Guardateli.

Now, my crazy self read and learned everything there is to know about Bamberg on my way there, so, technically, I could sit here and share all of my rich knowledge about this place with you guys, but I just decided I’m going to involve you in reliving this amazing adventure with me through my own eyes, which wasn’t exactly as sober and “by the book” as a travel agent would have suggested, but it was experienced from a more “elevated” perspective, if you will.

That’s right! When in Bamberg, I literally walked on roofs and I must confess: they are unbelievably amazing. Take a look at my pictures and see for yourself

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Proprio durante la mia passeggiata stramba – e un po’ faticosa – mi sono ritrovata davanti agli occhi la seconda casualità: Bamberg sorge su sette colli. Cioè!! Ale, ti rendi conto? Su sette colli. Da brava romana (in Germania) ho quasi gridato di stupore, e chi l’avrebbe mai detto, sette colli come la mia amata Roma!? E’ incredibile, questa Baviera. Davvero! I nomi di tutti i colli non ve li scrivo, abbiate pazienza, oggi non sono in vena di scrivere in tedesco, ma ci sono sul serio, tutti e sette appoggiati lì. Bellissimi (certo, i miei son più belli, ma sorvoliamo, ché non voglio fare la solita romana!)

While I was enjoying my unusual and slightly exhausting sightseeing from up there, I faced a second coincidence: Bamberg sits on 7 hills, just like my beautiful Rome does!!! Ale, can you believe that? I almost screamed of happiness. I mean, seriously! Who would have thought that this Roman chick would come face to face with 7 hills in Germany, the country she moved to?
Bavaria, I love you! Please forgive me but I’m not going to list all of the hills’ names. I’m not in a very german talkative mood today, but they were there, I promise, beautifully and perfectly lined up right there. Not as gorgeous as my Roman hills, but let’s not get into patriotism right now, shall we?

Da lassù si vedono un sacco di cose, ma per scattare ogni tanto son dovuta scendere, e tra uno scatto e un altro, ecco la scoperta di cui vi parlavo all’inizio: questa città è rosa! Rosa. Pink. Praticamente tutta.
Date uno sguardo un po’ attento alle foto, vedrete che in quasi tutte c’è del rosa: tetti, palazzi, negozi, bici, chiese, stand (toscani, tra le altre cose, poi dici il caso..), vestiti, case, fiori, insegne, gli strumenti musicali dei miei amati artisti di strada, perfino la cartolina che ho comprato, tutto rosa. Per me, dunque, oggi è diventata “Bamberg la città rosa (di Lara)”, o quando abbrevio, semplicemente “Bamberg la rosa”.

There’s a lot to see from up there, but I also had to get down those roofs and take pictures every once in while, and, in between clicks, here comes the discovery I mentioned at the beginning of this post: This city is pink you guys! Pink, got it? PINK! Take a closer look at my pics. Pink is almost everywhere: roofs, buildings, shops, street food carts ( Tuscan too, what were the chances ), bicycles, churches, clothes, flowers, houses, street signs, musical instruments played by my beloved street musicians. Even the postcard I bought. All pink. From this moment on Bamberg becomes the pink city to me ( Lara’s pink city ). “Bamberg the pink”,  for short.

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Le gradazioni sono diverse, si va dal cipria, al pesca, al rosa antico, shocking, barbie, rosa pallido, e altre di cui non conosco il nome, ma il punto è che si viene inghiottiti in questa nuvola di colore che anche se lo avessero fatto apposta non gli sarebbe venuto così bene. Allora come facevo a non parlarvene? Dovevo. Per forza.

The pink shades are countless in Bamberg: from blush to peach, from ancient rose to shocking pink and then again, Barbie pink, pale pink. You name it, it’s there! It’s an unreal visual show that feels like you get swallowed by this huge pinkish cloud that, if someone tried to paint it on purpose, it couldn’t have been done so perfectly. How could I not write an article about all this. I just had to. Period!

Rosa il municipio antichissimo che qui chiamano Altes Rathaus, costruito proprio sul Regniz, il fiume che attraversa Bamberg, rosa la bandiera del Museo Storico, rosa i riflessi di luce sul Kaiserdom, il Duomo imperiale, una delle sette cattedrali imperiali tedesche. E per rimanere in tema, la Neue Residenz, o Nuova Residenza, che non è rosa, ma ospita, guarda caso, il Giardino delle Rose (Rosengarten), un’ oasi paradisiaca in cui si trovano più di cinquanta specie diverse di questo fiore per un totale di quasi cinquemila rose perfette.

But let’s get back to the pink thing. Altes Rathaus, the historical building located on the bridge over the Regnitz River, is pink. Pink is the flag of the Bamberg’s Museum of Natural History. The lights reflected on the Kaiserdom – one of the 7 German Imperial Cathedrals – are also pink. Then again, the Neue Residenz or New Residence, a magnificent four winged palace, is not pink ( gotcha! ) but it’s home to the gorgeous rose garden (Rosengarten), a paradisiac oasis which features over 50 species of roses for a total of over 5.000 perfect, fabulous roses.

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Ora, sono io quella strana oppure Bamberg è davvero un luogo particolare?

Now, is it me or Bamberg is a really special place?

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Dal mio osservatorio speciale, un tetto proprio antistante il Duomo, questa parte di Bamberg la rosa appare davvero grandiosa, sembra un po’ un ritorno al passato che non abbiamo visto, e non è un caso – questo no, almeno – che tutta la città vecchia sia patrimonio dell’umanità dell’ UNESCO, visto il modo in cui è riuscita a conservare la sua aria indiscutibilmente medioevale.

From my private observation point – one of the roofs facing the dome –  Bamberg the rose, looks quite spectacular. It feels like being part of those historical times we studied in school. Actually, and no, this is no coincidence, Bamberg is listed as Germany’s largest Unesco World Heritage Site because of its authentic medieval appearance that was kept intact over the years.

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In ogni caso, come vi dicevo prima, ogni tanto ho abbandonato i miei amati tetti per gustarmi i piccoli vicoli, e uscendo dal centro storico sono arrivata, usando la strada, alla Klein Venedig, letteralmente la Piccola Venezia, una schiera di case molto pittoresche di cui neanche sto a descrivervi i colori, che si estende lungo il fiume e che una volta erano le abitazioni dei pescatori della zona, con tanto di piccoli giardini e approdi per le barche.

As I previously cited, I had to abandon my roofs for a bit and just enjoy walking through the town’s little alleys. After passing the historical centre, I made it to the Klein Venedig, (literally Little Venice), a little village of picturesque half timbered houses, cute gardens and boat slips along the river ( don’t even get me started on the colors of this village ) which, in earlier times, was the home of Bamberg’s fishermen.

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Non ci crederete, ma risalendo su un delizioso tettuccio di una casa disabitata ho incontrato delle signore, e ovviamente ho chiesto loro un migliaio di informazioni: tra tutti gli aneddoti e le storie di Bamberg la rosa, quella su cui si sono scaldate di più è la birra. Appena ho detto loro che venivo dalla Bassa Baviera, da Monaco per intenderci, mi hanno ammonita: la birra più speciale ce l’abbiamo noi.
Erano anziane, molto decise, molto tedesche. E poi eravamo su un tetto, non dimenticatelo. Dunque ho dato loro ragione – avrebbero potuto anche dirmi che Bamberg la rosa era più grande di Berlino e avrei confermato anche quello senza battere ciglio – però è vero che da quelle parti si produce una birra particolare, la Rauchbier, una birra affumicata che non ho capito bene come si ottenga ma che è davvero da provare. Se lo dicono le signore, poi..

Sarei rimasta su quei tetti e giù nelle strade per qualche secolo almeno, però poi la vita ti chiama e purtroppo bisogna pur rispondere. Ho visto più di quanto mi aspettassi e comprato meno di quello che avrei voluto, però tutto sommato mi son portata a casa un bottino piuttosto abbondante. E ovviamente, rosa.

It was so much fun, but the roofs were calling my name again, and you’re not going to believe me, but, while I was on the roof of this creepy uninhabited house, I met a bunch of elderly women up there, so I took advantage of the situation and requested as much info on Bamberg the rose, as I possibly could. I was told many stories and given tips and advices, but I think it’s safe to say the most positive feedback I received was about the beer! As soon as I told them I come from Munich, in lower Bavaria, they shut me up right away: we have the best beer here! They said.
You know, they were old, they were strong, they were 100% German. I was…. Well… I was alone and I was standing on a roof so I just decided to agree with them without objecting. They could have told me Bamberg is bigger than Berlin and I would have still agreed with them, you know what I mean?
 All jokes aside, one thing they said is true: that area is well-known for producing a smoked beer (Rauchbier). Its brewing process is still very unfamiliar to me, unfortunately, but I thought it was worth mentioning because it’s a must try. And if the old ladies said so, we gotta do it! Right?

I could have walked on Bamberg’s roofs and streets for another couple of centuries, but my real life was calling me and sadly, I had to go. I saw more than I could ever hope and bought less than I wished, although I still managed to bring a substantial amount of goods back home with me. All pink, of course.

La cartolina di cui vi parlavo l’ho comprata per voi, ma visto che non esiste un francobollo in grado di spedirla a tutti, ve la lascio qui. Perché vi ho pensato.

The postcard I got is for you guys. The stamp that delivers it to each and everyone of you hasn’t been invented yet, therefore I’m going to leave it on here for you all to enjoy. Because I thought about you.

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Ci vediamo alla prossima? Io vi aspetto, non fate scherzi,

Sabrina

See you next time, folks. I’ll be back soon. Please stick around, ok?

Sabrina

Traduzione a cura di Caterina Podda

Translated by Caterina Podda

4 pensieri riguardo “Passeggiando per i tetti di Bamberg, la “Città rosa”/Walking on the walls of Bamberg, the pink city.

  1. Meravigliosa davvero, non l’avevo mai vista e l’appunto volentieri tra i posti da vedere. Ho visto poco della Germania, giusto Berlino e Düsseldorf e mi sono piaciute un sacco, mi sono sentita a casa (anche se Berlino mi è “arrivata” più lentamente, credo ci voglia un po’ per capire e sentire veramente quella città). Grazie per la cartolina 🙂

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    1. Prego Stefania,
      appena l’ho vista, tutta rosa, ho pensato che fosse perfetta per voi!
      La Germania è un paese grande, e secondo me ci sono un sacco di posti interessanti da vedere, cui magari non ci siamo mai soffermate.. io, ogni volta che mi farò un giro, non mancherò di scriverne per condividerlo con chi, come te, ha la voglia (e la pazienza!) di starmi a sentire!!
      E sì, se puoi, una visitina a “Bamberg la rosa” falla.. non è una città grandissima, non ti serviranno molti giorni, ma davvero ne vale la pena.
      Grazie mille per essere passata di qui,
      A presto

      Sabrina

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