Volo diretto Roma – Berlino: la nuova vita di Fabrizio Agabiti/A One Way Ticket from Rome to Berlin. The New Life of Fabrizio Agabiti.

“Tra vent’anni sarai più dispiaciuto
per le cose che non hai fatto
che per quelle che hai fatto.
Quindi sciogli gli ormeggi,
naviga lontano dal porto sicuro.
Cattura i venti dell’opportunità
nelle tue vele.
Esplora. Sogna. Scopri.”
(M. Twain)

Bentrovati con un’altra intervista. Sia in questa, sia nella prossima torneremo in due magnifiche città in cui siamo già stati, Berlino e New York. Stavolta però saranno due uomini a raccontarsi. Senza anticipare nient’altro della prossima, concentriamoci su quella odierna.

Partiamo dalla capitale tedesca, dove andiamo a incontrare Fabrizio Agabiti.

Conosco Fabrizio da diversi anni, abbiamo parlato spesso, ma non ci siamo mai incontrati di persona. Noi due abbiamo diverse cose in comune: entrambi siamo nati e cresciuti a Roma e ora tutti e due ce ne siamo allontanati, il cognome ( infatti non sono sempre stata Braghelli!) pur non essendo parenti (o almeno così pare), l’amore per la musica, Rock per me, Metal e Blues per lui. Un giorno, casualmente, aprendo Facebook mi accorgo che le sue foto non erano più geolocate in Italia, ma in Germania.

Ogni volta che scopro che un romano ha lasciato Roma, mi chiedo come abbia fatto. Lo chiedo sempre anche a me stessa.  Eppure stiamo scoprendo che i motivi sono tanti e le storie sempre diverse. Se siete curiosi almeno un po’ quanto me allora andiamo a chiederlo direttamente a lui.

Ciao Fabrizio, come e perche’ hai deciso di lasciare il certo per l’incerto, prendere la tua famiglia e ricominciare da capo a Berlino?

Estate 2014, stavo per perdere il lavoro a Roma ed era già più di qualche settimana che giravo in cerca di un’occupazione. Mi sentivo soffocato dalla situazione e non vedevo molto futuro. Mia moglie era incinta per la seconda volta e la situazione era pesante. Ho cominciato a mandare i primi Cv in Germania (cosa che desideravo da tempo) ed ecco qua che è arrivata la prima chiamata da una grande compagnia alberghiera.

Non ci ho pensato due volte: biglietto aereo, stanza prenotata e prova fissata.

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Subito dopo la prova (andata in maniera positiva), ho trovato casa qui a Berlino, chiamato mia moglie e organizzato il trasloco. A settembre eravamo tutti e 4 riuniti.

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Credi che questa città sia il luogo ideale per mettere radici?

Questa città offre molto per le famiglie e bambini. Non sei lasciato solo ed è proprio questo che mi ha convinto a mettere radici qui.

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Raccontaci com’è cambiata la tua vita.

In un anno ho fatto moltissimi passi in avanti, è stato un continuo evolversi in meglio. Nonostante le difficoltà che la lingua pone, non mi fermo e non ho nessuna intenzione di fermarmi. Lo stress giornaliero che mi portavo da Roma è stato completamente rimosso.

Le tue figlie sono nate a Roma ma stanno crescendo a Berlino. Pensi che manterranno qualcosa dell’ ”essere romane”? E cosa avranno in più nell’essere berlinesi?

Chiaramente con un papà nato a Roma e cresciuto tra Garbatella e Tiburtino III non potranno non avere una formazione romana. Ancora sono troppo piccole per capire alcune cose dell’essere romano, sicuramente manterranno la vivacità e la spontaneità negli atteggiamenti tipica romana ed italiana in genere, di berlinese avranno l’essere diretti nelle risposte e nell’affrontare le situazioni. (normalmente qui non esiste il grigio, o è bianco o nero).

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Con il trasferimento a Berlino hai dovuto anche lasciare il gruppo in cui suonavi. Ci parli un po’ di questa tua passione? Hai possibilità di coltivarla anche ora che sei in Germania?

Suono la chitarra da quando ho 11 anni. Nel 2007 ho iniziato una bellissima avventura musicale con tre miei amici ed abbiamo dato vita a i NOUMENO. Mi sono tolto tantissime soddisfazioni con loro, siamo cresciuti musicalmente insieme, abbiamo fatto moltissimi live ed abbiamo pubblicato due Album. Purtroppo ho dovuto lasciarlo a causa del trasferimento, è stato doloroso e in parte continua ad esserlo. Ho dovuto lasciare anche un altro progetto dove suonavo da qualche anno (AIRLINES OF TERROR).  Qui a Berlino continuo a suonare, studiare e a conoscere nuovi musicisti, anche se al momento non ho una band. La musica e la chitarra me le porterò sempre con me!

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Credi che questo trasferimento sia momentaneo?

Non credo sia momentaneo. Ho intenzione di rimanerci a lungo, migliorare la lingua e integrarmi ancora di più.

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Cosa ti farebbe cambiare idea?

Nulla.

Grazie. Dalle tue risposte decise sembra che tu ti sia ambientato bene a Berlino. In bocca al lupo a te e alla tua famiglia Fabrizio e continua a credere  nei tuoi sogni. Sempre.

Panda

Noi ci vediamo presto, come promesso.

E io mantengo sempre le promesse. Ci provo, almeno!

Alessandra

“Twenty years from now you will be more disappointed
by the things you didn’t do than by the ones you did.
So, throw off the bowlines,
sail away from the safe harbor.
Catch the trade winds in your sails.
Explore. Dream. Discover.”
(M. Twain)

Hi everybody and welcome back to another round of our interview series. Today and next time, we are going back to two extraordinary cities we’ve already been to, Berlin and New York. Unlike the first time around, our interviewees will be two boys; they will discuss life and change as well as dreams and hopes for their future. I don’t want to give out any details about the next interview, so let’s focus on today’s and let’s get started. We are virtually in the German capital where we virtually meet Fabrizio Agabiti. I have known him for several years and, even though we never met in person, we have many things in common. To mention a few: we were both born and raised in Rome, we both left Rome to move abroad, we both have the same last name ( I wasn’t Braghelli my whole life *wink* ) although we’re not related ( at least we don’t think we are ) and we share a love for music ( Rock for me and Heavy Metal and Blues for him ). One day, as I logged in to Facebook, I couldn’t help but notice that some of his new photos were no longer located in Italy. All of a sudden his timeline was filled with German check ins and pictures of places I’ve never seen before. Every time I find out that a Roman leaves Rome, I ask myself why. And who am I to judge, right? But the truth is, every story is different and there are so many reasons behind each and every personal decision we make, it’s crazy. If you guys are curious about Fabrizio’s reasonings behind his move, just as much as I am, follow me and let’s go ask him together.

Ciao Fabrizio, how and why did you decide to leave the certain for the uncertain, with your family in tow, determined for a new beginning in Berlin?

It was the Summer of 2014. I’ve been looking for another job for weeks because I knew I was going to get laid off. It was pretty overwhelming, I absolutely had no hope for the future. My wife was pregnant with our second child and the clock was ticking. I started sending my resume to a few German companies, something I wanted to do for quite some time, actually. Shorty after, here comes the first job offer from an important and respectable hotel chain. I didn’t sleep on it: I purchased my plane ticket, booked a hotel room and scheduled an interview. It went well, thankfully, so I started house hunting right away and, as soon as I found one in Berlin, I called my wife and we planned the big move that day. In September the family was reunited again.

Do you think Berlin is the right place for you to establish roots and raise a family?

This city has a lot to offer when it comes to family and children. We have plenty of benefits and we get a lot of help from the government too. We are not left stranded here in Berlin, that’s what made us decide to stay.

Tell us how your life changed.

My life has improved dramatically in the last year or so and it keeps getting better. The language barrier is an obstacle, obviously, but I’m not going to let it get in the way of achieving my goals. I have no intention of slowing down whatsoever. All that stress I accumulated on a daily basis in Rome, which I brought along with me, is completely gone.

Your girls were born in Rome but will be raised in Berlin. Do you think they will be able to stay true to their Roman roots and what will they gain from growing up in Berlin?

Well, with a dad from Rome, who grew up between Garbatella and Tiburtino III, my daughters won’t be able to give up being Roman that easily, but they are both still too young to understand what being Roman really means. I think they will preserve their bubbly and spontaneous personality, that’s typically Italian, effortlessly, and from the Germans they will learn how to always be clear and straight forward ( In Berlin grey is not an option, it’s either black or white ).

You had to give up on the band you were playing with, since you moved to Berlin. Can you tell us more about your passion for music? And, is there any chance you’ll be able to pursue your dreams as a musician, now that you live in Germany?

I have been playing guitar since I was 11 years old. In 2007 I started a wonderful, fulfilling musical experience with three good friends of mine. We were the Noumeno. This band gave us so much satisfaction, we grew up so much as a whole and as musicians too. We had a blast, we often performed live and we also published two albums. Because I moved, I had to quit the band, unfortunately. I was also part of another project ( Airlines of Terror ) that I had to quit as well. It hurt and it still does, when I think about it. I still study and play guitar here in Berlin, though and I’m meeting a lot of new musicians, but I don’t have my own band at the moment. My guitar and my music will always be with me no matter where I go.

Do you think your move is only temporary?

I don’t think so. I plan on staying here for a very long time. I want to better my German, it will help make my integration in this country faster and more efficient.

What could make you change your mind?

Nothing.

Thank you. I can tell, by your answers, you already belong in Berlin. You will be just fine there. Good luck to you and your family, Fabrizio. And keep believing in your dreams. Always.

As promised, I will see you soon guys. And you know I always keep my promises. I try, at least.

Alessandra

Traduzione a cura di Caterina Podda

Translation by Caterina Podda

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