Un’italiana nel Maine: il mondo di Caterina Podda (e una ricetta facile facile)/An italian in Maine: Caterina Podda’s world (and a very easy recipe)

“Viaggiando alla scoperta dei paesi
troverai il continente in te stesso”
(Proverbio indiano)

Sono sempre felice quando ho l’occasione d’intervistare i  miei fantastici collaboratori. Stavolta, per rimanere in tema Thanksgiving, mi fermo qui in USA e vi faccio conoscere una delle traduttrici, Caterina Podda. Caterina, che vive nel Maine, è  entrata a far parte del blog, e della mia vita, non da lunghissimo tempo, ma si è distinta fin da subito per la sua bravura, il suo impegno, la sua disponibilità e la sua personalità esplosiva. Caterina ha anche collaborato in uno degli articoli del blog (questo)
Non perdiamo altro tempo e leggiamo cosa ci ha raccontato.

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Hai viaggiato molto perché è una cosa che ami fare oppure stai ancora cercando il tuo posto nel mondo?

La mia passione per i viaggi nasce dai tempi dell’asilo. Il mio parco giochi preferito era l’aeroporto, dove, incollata alla finestra ad aspettare il decollo e l’atterraggio degli aerei, in braccio a mio papà, scalpitavo puntualmente come un cavallo impazzito. Il mio posto nel mondo in realtà l’ho trovato, tanti anni fa, ed è New York, l’unica città al mondo che ha il mio cuore per sempre, ma continuerò a fare e disfare la valigia perché sono una cittadina del mondo, una zingara doc sempre alla ricerca di nuove emozioni, nuovi tramonti e una passione sfrenata per gli skylines. Voglio fotografarli tutti. E lo farò.

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Hai vissuto in diversi posti nel mondo (Germania compresa!). Qual è stato il luogo che hai odiato dover lasciare e quale quello che hai salutato con più sollievo?

Lasciare l’Italia e la mia famiglia, il mio gioiello più prezioso, è sempre devastante. Aver lasciato St. Croix, nei Caraibi Americani, invece, è stato un sollievo. In realtà i primi mesi sono stati belli. Le acque cristalline, il sole, la natura esotica e tutto ciò che fa parte della vita isolana, sono lussi che non tutti possono permettersi di vivere 365 giorni l’anno, ed io mi sono sentita estremamente fortunata. Col passare del tempo però mi sono resa conto che non era la vita che volevo. St. Croix è piccola, per una claustrofobica come me, e le compagnie aeree, a causa delle temperature alte tutto l’anno, hanno restrizioni severissime per chi viaggia con animali, quindi mi sono sentita in trappola, mi mancava l’aria, le zanzare erano terribili ed ero costantemente infelice. Quando si è presentata l’opportunità di una vita nuova, nel Maine, uno dei miei sogni di sempre, ho lavorato giorno e notte su un progetto che sembrava impossibile da realizzare e alla fine è andata bene. Come piace dire a me, sono riuscita a fare una torta di cioccolato solo con dei limoni e la vita, adesso, nonostante mi manchino gli amici meravigliosi che ho conosciuto sull’isola, è di nuovo bella.

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Tuo marito è statunitense. Qual è la sua abitudine più tipicamente “americana” che proprio non sopporti?

Avete presente la frase che gira in rete ” se tuo marito dice che lo farà, lo farà. Non c’è bisogno di ricordarglielo ogni sei mesi “? Ecco. L’ho inventata io. A parte gli scherzi, la procrastinazione. Chi conosce la cura si faccia avanti, per favore!!! Per il resto è l’uomo perfetto, il principe azzurro delle favole che ogni donna sogna di avere al proprio fianco (in caso leggesse ).

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Domani sarà Thanksgiving, il giorno del Ringraziamento. Come lo festeggerai? Sarai proprio tu a preparare il pranzo – o la cena – per questa giornata speciale? Sai com’è, si cercano ispirazioni..

Assolutamente si! Mi diverto tantissimo ogni anno ad organizzare il menù di Thanksgiving, che comprende, ovviamente, sia piatti Italiani che Americani. Il mio stuffing, il ripieno per il tacchino, è sempre un successone. La ricetta me l’ha passata mia suocera e se volete provare a farla anche voi è semplicissima: mettete a rosolare in olio d’oliva e una noce di burro un gambo di sedano e una cipolla dolce tagliati a cubetti e, aggiungendo sale, pepe, peperoncino e una foglia di alloro, fate cuocere a fuoco basso finché gli odori raggiungono un colorito dorato. Sbriciolate un pane al mais di circa 400 grammi ( fatto in casa o usando il mix di Jiffy ) in pentola e girate il tutto aggiungendo brodo vegetale fino ad ottenere una specie di pappetta. Continuate a far cuocere altri 10 minuti o finché il composto sembra abbastanza asciutto e il ripieno è servito. Facile, veloce e delizioso anche per chi, come me, non mangia tacchino.

Se dovessi scegliere un Presidente degli Stati Uniti d’America, quale vorresti essere e perché?

Abraham Lincoln. Non tanto per le conquiste raggiunte durante il suo mandato, prima tra tutte l’abolizione della schiavitù, ma per la sua personalità. Lincoln è stato un uomo di grandi valori e sani principi. Il popolo si fidava di lui perché era onesto ed altruista, giustificava le sue azioni con cognizione di causa ed era sempre pronto a crescere interiormente, imparando dagli altri, senza però compromettere i suoi credo. Secondo me è stato il miglior Presidente della storia degli Stati Uniti.

Parli perfettamente l’inglese, come fosse la tua lingua madre (non a caso sei una preziosa traduttrice per noi!) e puoi passare dall’italiano all’inglese senza problemi. La domanda è questa: in che lingua sogni?

In entrambe le lingue. Ho notato che quando sogno in inglese, i miei sogni sono sobri ed hanno un senso. In italiano, invece, sogno assurdità di ogni tipo. Non sapete quante volte mi sono svegliata piangendo dalle risate.

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Mi hai parlato più volte del tuo desiderio di iniziare il tuo blog personale. Cosa ti trattiene? E, quando succederà, quale sarà l’idea alla base?

Un blog richiede totale dedizione e impegno costante nel tempo, che da sola non riuscirei a mantenere. Per fortuna ho trovato la collega perfetta per quest’avventura: Jessica, una delle mie migliori amiche di sempre che, entusiasta come me, ha mille idee e grandi aspettative per questo nuovo progetto insieme. Per ora è tutto top secret, ma prometto che una Romana in America sarà la prima a sapere tutto, quando arriverà il momento.

Ultima domanda, un po’ nostalgica. In cosa sarai per sempre, irrimediabilmente, italiana?

Le mie lasagne sono famose in tutta America. Nel mio frigorifero troverete sempre mozzarella e parmigiano. Nonostante anni di vita all’estero non ho mai perso il mio accento Toscano. Sono esuberante, solare e al volante – se vado di fretta – sono un pericolo pubblico. Sono mammona (e babbona ) e a casa mia si mangia tutti insieme seduti a tavola, nessuna eccezione! Amo Giorgio Armani, canto Battisti sotto la doccia e considero Roma la città più bella del mondo. Più italiana di così…

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Grazie Caterina, in bocca al lupo per i tuoi progetti e Happy Thanksgiving!
Magari un giorno riuscirò ad abbracciarti!

Alla prossima,
Alessandra

I’m always happy when I have the opportunity to interview one of my fantastic collaborators. Today, considering that Thanksgiving is less than 24 hrs away, we decided to stay in America and introduce you to one of our translators: Caterina Podda. Caterina, who lives in Maine, just recently joined our team and my life, but she quickly established herself for her writing skills, her commitment to us and her explosive personality. She also collaborated in one of the post of the blog (this one). So,without further ado, let’s get right into it and see what she has to say.

You traveled a lot. Is it because you love to, or are you still looking for your place in the world?

I was a little girl in kindergarten when my passion for travel began. My favorite playground was the airport, where, glued to the window, while my dad was holding me, I kicked like a bucking bronco every time a plane took off or landed. I already found my place in the world, a few years ago, and that’s New York, the only city in the universe that has my heart forever, but I will keep packing and unpacking my suitcase because I’m a citizen of the world, a true gypsy always looking for new emotions, new sunsets and I have this thing for skylines. I want to photograph them all. And I will.

You lived in different countries around the world ( Germany included ). Which is the place you hated leaving and the one you felt relieved saying goodbye to?

Leaving Italy and my family, my most precious treasure, is always devastating. Saying goodbye to St. Croix, in the USVI, on the other hand, was a relief. The first few months there were actually amazing. The crystal clear waters, the sun, the exotic nature and everything else that makes the island life so beautiful and relaxing are all luxuries that most people don’t get to experience 365 days a year, and for that, I felt extremely blessed and grateful. As time went by, however, I realized it wasn’t the life I wanted to live. St. Croix is too small for a claustrophobic like me and, because of the high temperatures year round, all airlines have rigid restrictions when it comes to traveling with pets so I felt trapped, I couldn’t breathe, mosquitoes were awful and I was constantly miserable. When the opportunIty for a new life in Maine, which was a dream of mine for years, arose, I jumped at it and worked 24/7 on a project that at first seemed impossible to accomplish, and luckily it went well. Like I love to say, I made chocolate cake out of lemons and, even though I miss the wonderful friends I made on the island, life is good again.

Your husband is American. Which is the one typical bad habit you absolutely can’t stand about him?

Did you guys see the post that’s been populating the Internet that goes ” if your husband said he’ll do it, he’ll do it. You don’t need to remind him every six months “? I created it. All jokes aside, procrastination is a difficult disease to treat. If someone knows of an effective treatment for it, please do share. I’d appreciate it. Aside from that he’s the perfect man, the Prince Charming every woman could ever dream of ( in case he’s reading this. *wink* )

Tomorrow is Thanksgiving. How do you celebrate this special holiday and do you cook for your family? We are welcoming new ideas…

Absolutely! I have a lot of fun planning a Thanksgiving menu, which includes both Italian and American dishes, every year. My stuffing is always the talk of the town. My mother in law passed the recipe on to me and if you guys want to try it, it’s super easy: sauté a celery stick and a sweet onion, previously diced, in a large pan with olive oil and a tablespoon of butter. Season with salt, pepper, cayenne pepper flakes and a bay leaf and cook until golden brown. Crumble a loaf of cornbread (both homemade or the Jiffy mix are fine ) and add to the pan, then pour vegetable stock and fold all components together with a spatula until the veggies are well distributed. Keep cooking, stirring constantly for another 10 minutes or until most of the stock has been absorbed. And there you have it. Fast, easy and delicious even to those, like myself, who don’t eat turkey.

If you could pick one president of the United States, which one would you be and why?

Abraham Lincoln. Not only for the incredible successes he accomplished during his presidency, with abolishing slavery being one of the most significant ones, but for his personality. People trusted him because he was a selfless and honest man of strong values and principles. He was willing to learn and grow from others without compromising his political and personal beliefs and he often put himself in people’s shoes trying to figure out the best way to improve their situations. He was a wonderful man. To me Lincoln is definitely the best U.S. president of all time.

You speak English perfectly as if it were your first language ( that’s why you’re a precious collaborator for our blog ) and you can go from English to Italian and vice versa with no problems. The question is: in which language do you dream?

In both languages. I noticed that in English, my dreams are normal and make perfect sense but in Italian I dream of all kinds of senseless stuff. You have no idea how many times I wake up crying from laughing so hard.

You expressed your desire to start your own blog several times. What’s stopping you? And if it happens what will it be about?

A blog requires total dedication and a constant commitment and, by myself, I could never keep up with it. Luckily I have found the perfect colleague for this new adventure: Jessica, one of my closest Italian friends who’s enthusiastic like me and has tons of great ideas and huge expectations for our new project together. Our lips are sealed right now, as we’re still working on it, but I promise that, if it’ll come true, “una Romana in America” will be the first to know all about it.

Last question, a little nostalgic. What is always going to be hopelessly Italian about you?

My lasagna is famous across the country. You will always find mozzarella and Parmigiano Reggiano in my refrigerator. Although I have been living abroad for years, I can’t seem to lose my thick Tuscan accent. I’m loud, I’m happy and when I’m driving – if I’m in a rush – I’m a menace to public safety. I’m very family oriented, I’m mommy and daddy’s girl and, in my household, we all sit down and eat together at the table, no exceptions! I love Giorgio Armani, I sing Battisti’s songs in the shower and I consider Rome the most beautiful city in the whole world. It doesn’t get any more Italian than that…

Thank you Caterina. Good luck with everything and Happy Thanksgiving. Hopefully I will get to give you a hug soon.

Until next time…

Alessandra

Traduzione a cura di Caterina Podda

English translation by Caterina Podda

4 pensieri riguardo “Un’italiana nel Maine: il mondo di Caterina Podda (e una ricetta facile facile)/An italian in Maine: Caterina Podda’s world (and a very easy recipe)

  1. questa ragazza ha qualcosa di diverso che mi piace da matti. Ho appena finito di leggere il suo articolo su Salem e sono rimasta colpita dalla sua capacità di raccontare le cose con semplicità e chiarezza. E’ bravissima e vorresti leggere della sua vita all’infinito. Complimenti davvero. Sono una nuova grande fan del blog.

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  2. Che bella vita beata lei e beate voi che vivete in America. In un’altra vita ci vivevo anche io visto quanto me lo sento dentro questo paese. Adesso sono a Boston ma tra 5 giorni torno a casa e non voglio.
    Scriverà ancora articoli Caterina? A me piace tanto lei sono d’accordo con i commenti precedenti 🙂

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