St Patrick’s Day in America: una festività irlandese, una tradizione anche mia/ST. PATRICK’S DAY IN AMERICA: AN IRISH CELEBRATION I MADE MINE

“Che tu abbia le tasche pesanti e il cuore leggero,
che la fortuna si prenda cura di te giorno e notte.”
(Benedizione irlandese)

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Non ho i capelli rossi e i miei occhi non sono di certo verdi. La pelle non è diafana. Non ho quelle deliziose lentiggini sulle gote. Non sono alta. Il mio cognome non comincia di certo con Mc, ma intorno alla metà di Marzo mi sento un po’ irlandese anch’io. Magia dell’essere in America. Sì perché vivere negli Stati Uniti comporta anche questo, la possibilità di festeggiare anche le feste degli altri, perché siamo o non siamo americani? Poi se uno dei più cari amici di tuo marito è pure irlandese, allora non hai davvero più scuse!

Ogni anno infatti Joe organizza a casa sua un piccolo brunch prima della parata di San Patrizio ad Hamilton. Infatti intorno al 17 Marzo, giorno appunto dedicato al Santo, tutti i comuni in cui risiede la comunità irlandese, compresa la città di New York di cui è il patrono, organizzano la parata.
Anche per Rich e me è diventata una tradizione da segnare sul calendario. Erano quattro anni che io non partecipavo, ma quest’anno ho deciso di andare e portare anche Roman. Anche Rocco è venuto con noi.

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Ad accoglierci abbiamo trovato sorrisi grandi e braccia aperte e un tavolo pieno di cibi prelibati da stuzzicare. Roman ci si è piazzato davanti, assicurandosi che ogni cosa fosse buona, compresi broccoli e carote. Abbiamo chiacchierato, ammirato la casa, arredata dal nostro amico e la sua fidanzata, l’artista Katie che avevo intervistato per la mia rubrica mensile sul sito di TheWOMOMS® e che trovate qui . Abbiamo bevuto shamrock shake, il famoso milk shake verde che McDonald’s offre ai suoi clienti durante questo periodo dell’anno e poi ci siamo prepararti per andare alla parata.

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Era proprio come ricordavo, la parata: tanto verde e trifogli ovunque, irlandesi in attesa su sedioline della strada da entrambi i lati dei marciapiedi. Compresi noi.

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E poi eccoli, le bandiere svolazzanti, gli stendardi, inconfondibili  le cornamuse a riempire l’aria e i musicanti con i costumi tradizionali che fanno tanto Irlanda di almeno un secolo fa. Le sentite le cornamuse?

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Immancabili poi i MUMMERS musicisti, pantomimi, famosi per i loro costumi appariscenti e colorati.

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Si vede qualche clown e non mancano neppure equilibristi sui trampoli che scherzano con Rocco.

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Poi i veicoli. Tanti, diversi. Automobili d’epoca e non adornate a festa con il Santo, le bandiere, il trifoglio, gli stendardi e l’immancabile verde. Chi passa nella parata dentro alle macchine, lancia caramelle e lecca lecca ai bambini che salutano con la manina. Potete immaginare quella di Roman come era attiva. Infatti Rocco e Roman hanno riportato a casa un bel bottino.

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Anche altri strani veicoli sono passati, ma il momento più atteso in cui Roman ha dato il meglio di sé, con urletti e wow di approvazione, è stato al passaggio dei camion dei vigili del fuoco.

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L’aria era di festa, in un bel pomeriggio di quasi primavera. La gente assisteva divertita al passaggio di carri e personaggi bizzarri e simpatici.

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E anche il nostro gruppo non era da meno.

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Abbiamo scherzato, riso, chiacchierato e personalmente mi sono deliziata del suono delle cornamuse che mi piacciono tanto.

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Era una bella giornata che sarebbe proseguita con il giro dei pub, ma per noi era venuto il momento di andare, Roman era stanco e Rocco non aveva pranzato. Era stato bello riabbracciare i nostri amici ed essere tornati a celebrare le loro tradizioni e farle anche un pochino nostre. Era come se tutto in un certo qual modo fosse tornato in ordine come d’incanto. E mi piaceva questo senso di completezza e di serenità, cui il suono di quegli strumenti aveva fatto da colonna sonora.

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“Lá fhéile Pádraig sona dhuit!” Felice giorno di San Patrizio! Vi auguro che sia felice almeno quanto il mio.

A presto,

Alessandra

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“May your pockets be heavy
and your heart be light.
May good luck pursue
you each morning and night”
( Irish Blessing )

I’m not red headed and I clearly don’t have green eyes. I’m not pale and I don’t have any cute little freckles on my cheeks. I’m not tall and my last name definitely doesn’t start with Mc, but, around mid March, I feel a bit Irish too. This is the magic of living in America. Yes, because living in America allows you to celebrate all kinds of recurrences, even the ones you’re not familiar with, and, if one of your husband’s best friends is Irish, well, there are no excuses then.
Every year Joe hosts a brunch with friends at his place in Hamilton, before the St. Patrick’s parade. On or around March 17th – the day dedicated to the patron saint of Ireland and of the archdiocese of New York -, in fact, parades, events and celebrations are held throughout the United States. Even for Rich and I, St. Patrick’s day has become a tradition marked down on our calendar.
Unfortunately I haven’t been able to celebrate the past four years, so, this year, I was determined to participate and decided to bring Roman and Rocco along with us.
When we arrived, we were welcomed with big smiles, open arms and a table full of awesome snacks that Roman sampled like nobody’s business to make sure everything was delicious, including broccoli and carrots.
We had a great time, we chatted and we admired the house that Joe and his fiancée Katie furnished and decorated themselves. I interviewed Katie a while back, in one of my monthly columns for the website TheWOMOMS, check it out here.
We sipped on Shamrock Shakes, the famous green milkshakes that Mc Donald’s offers to all of its customers during this time of year and then we got ready for the parade.
The parade was as good as I remember: plenty of green color, clovers everywhere and Irish standing and sitting along both sidewalks waiting for it to start. Including us.
And there it was: flags and banners waving in the wind, the unmistakable sound of bagpipes in the air and bandsmen in traditional costumes representing the Ireland of at least one century ago. Can you hear the bagpipes playing?
Inevitably, the mummers, marching on their elaborate and vibrant costumes.
There were also clowns and mocko jumbies who took their time out to play with Rocco.
Then it was time for the vehicle parade. There were a lot of antique as well as more modern ones decorated with images of St. Patrick, flags, clovers, banners and of course more and more green all around us. Everyone inside the vehicles threw candy and lollipops to all the excited kids waving at them. Imagine how hard Roman was waving to get as many treats as he could. And it paid off because him and his brother Rocco took a nice little bag full of goodies back home.
Other strange looking vehicles took part in the parade, but the most anticipated moment, especially for Roman who kept screaming with excitement, was when the fire trucks passed by.
The atmosphere was happy, it was a perfect almost spring afternoon and everyone had fun just watching the passing of colorful floats and bizarre and funny costumes.
We were all in a great mood as well.
We had a blast, we laughed, we chatted and I personally was enchanted by the sound of the bagpipes I love so much.
It was a great day that could have continued with a serious session of bar hopping, but sadly we had to go as Roman was tired and Rocco was hungry.
It was great seeing our friends again and it was nice celebrating their tradition with them and make it ours for a few hours.
It felt right, almost as if the last piece of the puzzle was finally in place. I magically felt a deep sense of serenity and fulfillment and the sound of those beautiful instruments was the perfect soundtrack for a perfect day.
“Lá fhéile Pádraig sona dhuit”. Happy St. Patrick’s Day everybody.
I hope your day was as wonderful as mine.
Until the next time,
Alessandra

Traduzione a cura di Caterina Podda

Translated by Caterina Podda

2 pensieri riguardo “St Patrick’s Day in America: una festività irlandese, una tradizione anche mia/ST. PATRICK’S DAY IN AMERICA: AN IRISH CELEBRATION I MADE MINE

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