“Parlo spagnolo a Dio, italiano alle donne,
francese agli uomini, e tedesco al mio cavallo.”
(Imperatore Carlo V D’Asburgo)

Una delle domande che mi viene fatta più spesso è: “Tuo figlio parla l’italiano?”.  La mia risposta, quasi sempre è: “Capisce tutto, ma parla poco”. Uno dei problemi più grandi che ha la mamma di un figlio che ha genitori che parlano lingue diverse è  proprio quella di riuscire a tramandare la propria lingua al figlio. Anche per me non è proprio un passeggiata, ad essere onesti. Nella mia famiglia americana, sono l’unica a  parlare italiano. La prima lingua di Roman, quella con cui si esprime naturalmente, è l’inglese. Roman è proprio americano: alcune vocali o consonanti, io non le dirò nello stesso modo neanche fra vent’anni. Eppure, dopo mamma, una delle prime parole che diceva senza sosta era la parola italiana guarda, con il ditino puntato ovunque, e un’altra parola era buono, con il ditino che ruotava nella guancia. Un amore! Mentre il suo vocabolario è per la maggior parte inglese, ci sono alcune parole che  invece dice solo in italiano come bambini, asciugamano, pomodoro, luna, basta, calzini.

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Eppure io non mollo perché so quanto importante sia ai nostri tempi conoscere più di una lingua. Avere i genitori che parlano due lingue diverse non deve essere preso come un problema, ma come una fortuna. Non secondario è che la mia famiglia d’origine, che è tutta in Italia, non parla inglese e non vorrei  che Roman si trovasse in difficoltà  a comunicare con loro, che la lingua sia un ostacolo nel loro rapporto.

So che non è di certo immediato apprendere entrambe le lingue quando la maggior parte delle persone che ti circondano ogni giorno ne parlano una sola. Ma io non mi arrendo! Oltre ai libri in inglese, cerco di leggere spesso libri in italiano a mio figlio. Quando gli parlo, gli faccio sempre ripetere e se mi risponde in inglese, gli dico:”dillo in italiano”. A Natale mia sorella e mia madre, e poi anche Sabrina, gli hanno regalato dei giochi Sapientino. Spesso gli faccio ascoltare le sigle dei cartoni animati che lui guarda, in italiano, e gli faccio guardare qualche cartone, anche se non riesce a prestare attenzione per molto tempo.

Non è facile, non è immediato, ma spero che prima o poi Roman scelga di comunicare anche nella mia lingua. Voi avete delle esperienze simili? Avete qualche consiglio da darmi? Quello della mamma è davvero un lavoro che s’impara giorno dopo giorno, prova dopo prova, da quando tuo figlio viene al mondo e per tutta la vita.

Alla prossima!