Sabrina Biagioli

Di me dico sempre quattro cose: mi chiamo Sabrina, sono un’attrice teatrale, amo le fragole col gelato alla crema, adoro Roma (la mia città). Un po’ pochino, lo so.
Quello che posso aggiungere è che ho preso (troppi anni fa) una laurea in Scienze Umanistiche alla Sapienza di Roma e che ora abito in Germania, in Baviera, per la precisione. E mi piace!
Insieme a mia sorella mi trovate su
Instagram: io_e_mia_sorella

“Non v’è forse cosa umana che non paia,
se guardata da un lato, assurda;
se guardata da un altro, ragionevole”
(A. Graf)

Si chiama Vagen ed è un piccolo centro bavarese poco distante da dove abito io. Ci sono arrivata per caso, girovagando come al solito alla ricerca di non so che. Immagino che il nome della cittadina non vi dica nulla, e in effetti non la conoscevo nemmeno io, anche perché non è che ci sia poi nulla da vedere. Nulla, a parte questo.
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“Se puoi sognarlo
puoi farlo”
(Walt Disney)

Ci sono cose che non hanno bisogno di presentazioni, persone (o personaggi) di cui basta pronunciare il nome perché a tutti sia chiaro di cosa si sta parlando. Qui in Baviera, ad esempio, se si dice Ludwig II si avrà subito in regalo il sorriso smagliante – e non è cosa da tutti i giorni – di ogni bavarese doc, e occhi dolci e un po’ sognanti.

Ludwig II, che noi italiani chiamiamo Ludovico II di Baviera, è il re delle favole, un mito qui dalle mie parti. Bello, altissimo e con gli occhi blu, il cugino della principessa Sissi fu un uomo molto discusso, ma di sicuro il re più amato. (altro…)

Solo nella tradizione è il mio amore
(P. Pasolini)

Quella del Maibaum è una tradizione tutta bavarese, che a me piace e che vi voglio raccontare.
Si sta celebrando proprio mentre scrivo, e mi piace l’idea di raccontavi in diretta questo pezzo dei miei giorni bavaresi.

E’ importante che sappiate, per prima cosa, che il Maibaum – che noi tradurremmo come “albero della cuccagna”, più o meno – è una festa che si celebra il Primo Maggio, data storica praticamente in tutto il mondo e per le stesse ragioni.
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“Il cibo spirituale viene cotto sulla brace delle stelle”
“Hrana spirituală e preparată pe jar de stele”
(N. P. Redi)

Da quando vivo in Baviera, ad essere onesta, ho imparato diverse cose  che non immaginavo minimamente. Ho scoperto, ad esempio, che le montagne con la neve non sono poi così tremende, che il caffè non è soltanto quello espresso che tanto amo, che la spesa al supermercato è più divertente se ci vai con un cestino in vimini e abbandoni per sempre le tristi buste in plastica, che con 15° Celsius non è freddo e non è inverno, che il sole conosce dei modi di nascondersi e poi uscir fuori all’improvviso che sembrano quasi geniali, che il tedesco è una lingua tremenda, ma che se capisci il giochino puoi dire di avercela (quasi, ma tanto quasi) fatta. Ecco. Ora non vi dirò anche quello che invece ho confermato, sensazioni o pensieri, perché è meglio che me lo tenga per il prossimo articolo.

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“Ecco fiume e ruscelli già liberati dal ghiaccio
al dolce sguardo della Primavera
che infonde vita”
(Dal Faust “Osterspaziergang”, W. Goethe)

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Quasi non ci credo mentre lo scrivo, perché qui il cielo e il lago e soprattutto quel che resta della neve gridano in coro che ancora è inverno, ma pare invece che nel resto del Pianeta stia per arrivare la Primavera e con lei, Pasqua. Che qui in Baviera, tanto per cambiare, è una grande festa.

Da quel che so, il temine tedesco per indicare questa festività è Ostern, che pare derivi proprio da Eostre, divinità antica di questi luoghi simboleggiante la Primavera. (altro…)

“Impossible n’est pas francais”
“Impossibile non è francese.”
(Proverbio di Francia)

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Voglio dirlo a chiare lettere, andando al sodo. Io detesto San Valentino. Non lo capisco. Non l’ho mai, e dico mai, festeggiato. Non mi piacciono i cuori, le frasi smielate, i fiori a comando, i regali rossi fiammanti, le cene con le candele, le mode ogni anno diverse. Non mi piacciono nemmeno i Baci Perugina. Mi sanno di amaro. (altro…)

“Ti darei gli occhi miei
per vedere ciò che non vedi”
(R. Zero)

 

 

Visto che di questi tempi fa molto figo, ho deciso che voglio anche io scrivere un articolo fotografico, ovvero uno di quei post che più che scritti sono delle vere e proprie gallerie di scatti, che da sole già dicono tutto. Ma la verità è che non ne sono capace. Quindi dovrete avere pazienza se farò qualche errore, se scriverò una o due parole di troppo (probabilmente anche tre), se insomma alla fine di questo articolo vi sentirete come al termine di un viaggio improbabile, diverso, di cui non avrete capito bene le direzioni e le svolte e forse nemmeno la meta.. ma non è poi questo il vero motivo del viaggiare, una lunga strada di domande senza risposte, ma così belle, così diverse, con quei deliziosi giganteschi punti di domanda che quasi ci scappa una risata, a guardarli, chè poi quando arrivi non hai certo risposto a tutto ma chi se ne importa. Insomma, avete capito. Dunque, iniziamo. (altro…)

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